STUDIO DENTISTICO MARI

GNATOLOGIA e disordini temporo mandibolari


I Disordini Cranio Cervico Mandibolari DCCM o disordini temporo mandibolari TMD nella definizione internazionale costituiscono un insieme di condizioni dolorose e/o disfunzionali di natura infiammatoria o degenerativa che interessano le articolazioni temporomandibolari (ATM), la muscolatura mandibolare e le strutture che con esse contraggono rapporti anatomo-funzionali.
L'origine dei disordini temporo mandibolari è multifattoriale:

  1. MALOCCLUSIONE DENTALE
  2. ASIMMETRIE DENTALI E/O SCHELETRICHE
  3. FENOMENI BIOLOGICI E/O PSICOLOGICI
  4. TRAUMI
  5. STILI DI VITA PREDISPONENTI (Es. errate posture lavorative tenute per tempi prolungati)

La dislocazione mandibolare operata dai muscoli per permettere ai denti di chiudersi influenza seriamente la DEGLUTIZIONE, la respirazione e soprattutto LA POSIZIONE DEI CAPI ARTICOLARI.
L'aumentata richiesta funzionale che deriva da questi adattamenti causa successivamente una sofferenza neuromuscolare dei muscoli masticatori e cervicali con meccanismo tipico della Sindrome Miofasciale.



SEGNI E SINTOMI GNATOLOGICI PIU' FREQUENTI:

  • DOLORE MANDIBOLARE E CERVICALE

  • CEFALEA MUSCOLO TENSIVA : disturbo molto frequente che interessa il 50-80% degli uomini ed il 70-90% delle donne. La cefalea di tipo tensivo è il tipo di cefalea più comune che quasi tutti ogni tanto sperimentano. Sebbene mai grave, può comunque rendere difficile condurre una vita completamente normale.


In alcuni soggetti, diventa problematica al punto da richiedere un intervento medico, solitamente a causa di un aumento della frequenza degli attacchi che possono essere anche quotidiani. legata a malocclusione dentale e accompagnata da un senso di compressione del capo e tensione dei muscoli del collo, del volto e ipersensibilità del cuoio capelluto. La presenza di tensione muscolare è rilevabile mediante palpazione muscolare del territorio della testa e del collo alla ricerca dei punti trigger responsabili del dolore tipici della Sindrome Miofasciale.





SINTOMI ARTICOLARI (
MOVIMENTI MANDIBOLARI ALTERATI O LIMITATI):

1. DISLOCAZIONE DISCALE CON RIDUZIONE (CLICK): Le dislocazioni del disco articolare causano un caratteristico rumore in apertura quando il condilo mandibolare muovendosi in avanti incontra e spinge il disco fuorisuscito finchè questo non ritorna bruscamente nella posizione corretta sopra il condilo mandibolare, causando un rumore tipo vibrazione (click), tipicamente SENZA DOLORE PER ASSENZA DI INNERVAZIONE DEL DISCO ARTICOLARE. Il rumore è descritto come scroscio articolare, fruscio, scatto o scrocchio temporomandibolare per la differente percezione del rumore e la differente sede di dislocazione del menisco articolare.
- PRECOCE
- TARDIVO

2. DISLOCAZIONE DISCALE IRREVERSIBILE: quell'evento patologico in cui il disco articolare risulta dislocato dalla sede naturale ma non riesce ad essere ricatturato dal condilo mandibolare in nessuno dei movimenti mandibolari possibili. Tipicamente il movimento di apertura della bocca è garantito da una maggiore componente rotatoria del condilo rispetto alla traslazione che risulta ostacolata e in assenza di spostamenti del disco ormai "incastrato" non si avvertono rumori di alcun genere.
I rumori articolari che si possono associare a questa patologia sono sempre causati da complicanze ed evoluzioni degenerative dei tessuti che sono alla base dell' Artrosi Temporo Mandibolare conclamata.

- CON LIMITAZIONE IN APERTURA
- SENZA LIMITAZIONE IN APERTURA

3. BLOCCO MANDIBOLARE ACUTO: Il disco bloccato fuori sede diviene un ostacolo invalicabile che genera dolore anche intenso e limita l'apertura della bocca verso il lato colpito (figura), molto raramente si assiste al blocco mandibolare bilaterale. Tipicamente con il blocco articolare vi è la scomparsa dei rumori temporo mandibolari prima presenti. La terapia quanto più precoce possibile è medica unita a manovre di sblocco manuale e BITE DI RIPOSIZIONAMENTO ARTICOLARE.
La manovra di sblocco manuale se possibile è esguita interponendo le dita fra identi anteriorei in modo da forzare l'apertura facnedo attenzione a non creare nuovi e maggiori danni la menisco o al condilo. Non appena raggiunta la ricattura del disco diviene indispensabile la costruzione immediata di un bite anche provvisorio e rudimentale ma immediato che preservi dal rischio di recidiva immediato.
Nei casi in cui non sia più possibile il recupero del disco si devono valutare manovre di lavaggio articolare o artroscopia da valutare in funzione della limitazione dell'apertura orale conseguente il blocco. Per questo diviene indispensabile una misura accurata dell'apertura orale per valutare obiettivamente il grado di sofferenza dell'articolazione e monitora gli effetti delle terapie cliniche e chirurgiche nel tempo.

4. OSTEOARTROSI TEMPOMANDIBOLARE

5. PATOLOGIE TEMPORO MANDIBOLARI EXTRACAPSULARI
SUBLUSSAZIONE TEMPORO MANDIBOLARE
LUSSAZIONE COMPLETA DELLA MANDIBOLA

6. ARTRITE ACUTA TEMPORO MANDIBOLARE


  • RUMORI ARTICOLARI (percepibili in prossimità delle orecchie)

  • ACUFENI: sensazioni di fischi o ronzii, fruscii, soffi e pulsazioni riferiti all'orecchio (ad uno o a entrambi) non generati nell'ambiente (cioè in assenza di uno stimolo sonoro) percepite solo dal paziente.Gli acufeni sono associati ai disturbi tempero mandibolari in una percentuale di casi variabile tra il 25% e il 65% secondo la letteratura scientifica.

  • VERTIGINI funzionali o pseudovertigini: tipiche di soggetti con carattere ansioso. Questa tipologia di vertigine (non revocabile attraverso gli specifici test vestibolari dell'otorino laringoiatra) proviene da tensioni psicologiche, stress, ansia, disturbi del sonno o essere scatenata da una tensione muscolare di origine trigeminale associata ai disturbi temporo mandibolari. La sensazione pseudovertiginosa innesca un ulteriore stato d’ansia e preoccupazione, creando in tal modo un circolo vizioso in cui si aggrava il malessere fisico.

  • SENSAZIONE DI ORECCHIE OVATTATE (OTOCONGESTIONE): causata da una cattiva areazione interna all'orecchio attraverso la tuba faringea. In condizioni fisiologiche la tuba faringea si apre durante la deglutizione per areare l'orecchio medio e per favorire la fuoriuscita di secrezioni infiammatorie che colpiscono l'orecchio. Le pareti della tuba (o Tromba di Eustachio), muscolari e mucose collassano facilmente impedendo all'aria di passare ed equilibrare la pressione atmosferica tra i due lati del timpano. Questa condizione causa una sensazione di orecchio otturato e pieno e la percezioni di suoni ovattati.La comparsa dei sintomi gnatologici è acuta, con intensità moderata che spesso evolve positivamente anche in modo spontaneo; talvolta invece, si sviluppa una condizione cronica, con dolore persistente e sintomi fisici, comportamentali e psicologici.

  • DISTURBI POSTURALI: POSTURA DELLA TESTA- SCOLIOSI- DISORDINI POSTURALI DISCENDENTI

questionario

(Il questionario sopra riportato è tratto dal sito www.Gnatologia.it)

DIAGNOSI E CURA

La Dr.ssa Ilaria Mari, in collaborazione con la fisioterapista Dr.ssa Silvia Baronci, si interessa da anni dello studio e del trattamento dei Disturbi Temporo- Mandibolari a Spoleto.

VISITA CLINICA ACCURATA: La visita del paziente inizia sempre con la compilazione di un dettagliato QUESTIONARIO ANAMNESTICO, specifico per l'identificazione di questi disturbi, attraverso domande che sembrano apparentemente lontane dal problema in esame si valutano i sintomi e le possibili cause/traumi che hanno dato origine al disturbo articolare.
Segue la Palpazione muscolare, il Reclutamento muscolare e la Ricerca di eventuali TRIGGER POINT.

Le STRUMENTAZIONI di cui il ns Studio si avvale nella diagnosi e ci sostengono durante l'iter del trattamento sono le seguenti:

ESAME RADIOGRAFICI: OPT IN MASSIMA INTERCUSPIDAZIONE E SOLO SE NECESSARIO LA RISONANZA MAGNETICA.

ELETTROMIOGRAFO: rappresenta un mezzo di indagine indolore e NON INVASIVO della funzione muscolare dei muscoli masticatori e cervicali. Rileva l'attività muscolare a riposo ed in funzione.Il test è in grado di misurare il potenziale bio-elettrico che si sviluppa durante la contrazione volontaria dei muscoli masseteri e temporali destri e sinistri; e può essere considerato a tutti gli effetti una estensione dell’esame neurologico. L’EMG viene spesso adottato per valutare l’attività neuromuscolare in termini qualitativi e quantitativi, cioè di entità e di numero di fibre reclutate al movimento. Applicata all’odontoiatria, l’EMG consente di rilevare il bilanciamento muscolare, prima e dopo la riabilitazione di un paziente. Infatti mette in evidenza eventuali asimmetrie e sbilanciamenti dei muscoli masticatori, così da permettere al medico di prescrivere un bite e di regolarlo adeguatamente. L’apparecchiatura ForEmg di ultima generazione, è provvista di elettrodi CoDe concentrici che rispetto alla tradizionale registrazione bipolare rende più semplice l’utilizzo e più preciso il risultato diagnostico. I dati registrati vengono rielaborati da un software che ci permetterà di individuare dove e come il sistema masticatorio ha perso il suo equilibrio funzionale.


VALUTAZIONE POSTURALE E PEDANA STABILOMETRICA: sistema computerizzato che può indagare il tipo di appoggio plantare, la distribuzione del baricentro e il suo sistema equilibrio, le microvariazioni dell'atteggiamento posturale del paziente e l'attività dei muscoli postulai..Questo esame viene realizzato nel CENTRO FISIOLAB dalla Dr.ssa fisioterapista Silvia Baronci.

 
L'esperienza clinica dello gnatologo è fondamentale per una corretta diagnosi e ancor più per una adeguata terapia, e solo la stretta collaborazione con diversi operatori del settore come radiologi, fisioterapisti, chiropratici, osteopati, otorini, oculisti, ottici, optometristi, odontotecnici, ecc può portare a risultati importanti nella cenestesi del
paziente.



TRATTAMENTO




ll SilveSplint è un particolare tipo di bite frutto di 30 anni di ricerca e sviluppo nella terapia con questi apparecchi. Nasce dall'esperienza e dal costante studio della problematica articolare del Prof. Dr. Piero Biavati Silvestrini, dal quale la Dr.ssa Ilaria Mari insieme alla Dr.ssa Baronci hanno avuto modo di apprendere quanto oggi mettono al servizio dei loro pazienti.

Nasce dall’esigenza di combinare caratteristiche peculiari di altri tipi di apparecchi oltre all’aggiunta di modifiche e nuovi dettami frutto dell’esperienza di oltre 2000 bite inseriti.
Il SilveSplint incorpora una nuova forma occlusale semplificata che mantiene tutti i contatti fisiologici e allo stesso tempo permette tutti i movimenti funzionali della bocca.

Il SilveSplint prende in considerazione muscoli articolazione e scheletro nella convinzione che il sistema potrà funzionare bene solo se tutto è in armonia.




Si registrano le determinanti articolari e scheletriche per mezzo di un ARCO FACCIALE e di una articolatore, al fine di avere la miglior riproducibilità in laboratorio, ma anche per poter introdurre “informazioni” nel bite quali le guide disclusive, la distrazione condilare, la variazione di altezza, la correzione di Bennet immediati.



Il risultato è molto spesso di pochissime o nessuna necessità di ritocchi, cosa molto utile d questi tempi dove, spostarsi, andare dal dentista per diversi appuntamenti è difficile e problematico. Ancor più se si viene da lontano.
Altra peculiarità del SilveSplint è il lato igienico. È realizzato con una metodica molto particolare. Viene cotto ad uan pressione altissima che ne annulla le porosità, questo si traduce in un bite cristallino che si mantiene così anni, se tenuto bene ovviamente.

Il SilveSplint ancora è preferibilmente realizzato inferiormente per quattro motivi essenzialmente:
  1. Miglior portabilità (spesso deve essere portato sempre per un certo periodo di tempo, specie nelle cefalee e cervicalgie).
  2. Miglior fonetica (dopo pochi giorni si parla normalmente)
  3. Miglior estetica (in alcuni casi è quasi invisibile e non sbuca fuori dai denti superiori)
  4. Indurre la lingua a posizionarsi contro il palato, la sua posizione fisiologica. Il SilveSplint lo fa occupando lo spazio inferiore della bocca che obbliga la lingua a posizionarsi più in alto
 
 

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